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Il Consiglio europeo prova a limitare le ricadute economiche del Covid-19 - Giuliani - Vittori Venenti & Associati

Il Consiglio europeo prova a limitare le ricadute economiche del Covid-19

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Solidarietà e flessibilità sono le parole chiave dei leader Ue per fronteggiare la situazione emergenziale.

Impatto economico e sociale del coronavirus nell’Unione europea: il 26 marzo il Consiglio si è riunito per individuare alcuni strumenti per contenere il contagio e per occuparsi concretamente delle conseguenze socioeconomiche della diffusione del Covid-19 in Europa.

Commissione europea già il 20 marzo aveva proposto alcune misure per far fronte alle problematiche provocate dall’allarme sanitario che ha provocato uno shock violento per l’economia europea e mondiale. Adesso, nel corso di una recente riunione, il Consiglio europeo ha ribadito questo concetto. È di ieri, invece, la decisione di mobilitare rapidamente 37 miliardi di fondi di bilancio dell’Ue per affrontare la crisi causata dal Covid-19. Questi fondi copriranno spese effettuate a partire dal 1º febbraio 2020 nello sforzo volto a salvare vite umane e proteggere i cittadini.

Responsabilità e solidarietà
Tutti gli organi europei sono stati chiamati in causa e sono concordi nell’agire in modo responsabile e solidale per attenuare le conseguenze economiche nei nostri Paesi, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Infatti gli esponenti europei, pienamente consapevoli delle gravi conseguenze della crisi provocata dalla pandemia, hanno sottolineato l’importanza di esprimere iniziative di solidarietà per far fronte all’emergenza socioeconomica. I leader dell’Ue hanno manifestato la volontà comune di adottare tutte le misure necessarie per proteggere i concittadini e superare questo momento di crisi comune, preservando i valori e lo stile di vita europei. Questa pandemia sta scuotendo in modo molto significativo tutta la comunità internazionale, interessando pesantemente l’economia di ogni Paese, dal mondo produttivo a quello politico, pubblico fino ad arrivare alle singole famiglie.

Strumenti e priorità, 140 milioni per la ricerca
Il Consiglio ha individuato alcuni strumenti, sia per contenere il contagio, sia per occuparsi concretamente delle conseguenze socioeconomiche. Una soluzione coordinata a livello europeo consentirà di gestire efficacemente questa emergenza sanitaria pubblica. Nell’ottica del contenimento della diffusione del virus, il Consiglio ha evidenziato alcune priorità che si concretizzano nell’impegno a garantire la fornitura di attrezzature mediche (in particolare maschere e respiratori, ma anche dispositivi di protezione individuale e farmaci) e a promuovere la ricerca scientifica. In quest’ultima direzione la Commissione ha già mobilitato fondi per 140 milioni di euro e ha selezionato 17 progetti.

Entro due settimane le proposte dei Ministri delle finanze
Per affrontare la crisi economica attuale risulta prioritario promuovere una visione flessibile delle norme Ue. Infatti il Consiglio plaude alle iniziative a sostegno dell’economia in questo contesto determinato dall’epidemia Covid-19, intese soprattutto ad attingere per la prima volta alla clausola di salvaguardia generale prevista dal patto di stabilità e crescita. Inoltre, il Consiglio sostiene le iniziative della Banca centrale europea volte a garantire condizioni di finanziamento favorevoli nei Paesi della zona euro, come pure plaude all’iniziativa della Banca europea degli investimenti che, nell’ambito dell’Ue, sta mobilitando risorse per ottenere garanzie bancarie e investimenti a favore delle aziende europee, in particolare quelle piccole e medie. In aggiunta, il Consiglio ha chiesto al gruppo dei Ministri delle Finanze dell’Eurozona, già molto attenti a questa tematica, di presentare entro due settimane proposte finalizzate ad un aiuto concreto, come risposta per tutti i Paesi in difficoltà senza distinzioni, soprattutto per le aree dove la necessità è maggiore.

37 miliardi dal Fondo di solidarietà
Nei giorni scorsi, dalla Commissione europea era arrivata la proposta di utilizzare 37 miliardi di euro per affrontare le conseguenze della crisi da Covid-19, attingendo al Fondo di solidarietà dell’Unione per andare incontro a questa emergenza di sanità pubblica. Il Consiglio si era detto d’accordo nella seduta del 26 marzo. Lunedì 30 marzo (ieri, ndr) il Consiglio ha adottato due atti legislativi volti a mobilitare rapidamente fondi di bilancio dell’UE per affrontare la crisi causata dal Covid-19. In pratica, gli Stati membri avranno accesso ai 37 miliardi di euro di fondi di coesione per rafforzare i sistemi sanitari e sostenere piccole e medie imprese, regimi di lavoro a breve termine e servizi di prossimità. Di questi, circa 8 miliardi proverranno da prefinanziamenti non spesi nel 2019 nell’ambito dei fondi strutturali. Anziché riversare i fondi non utilizzati nel bilancio dell’Ue, la nuova misura consente agli Stati membri di spenderli per attenuare le conseguenze della pandemia. Altri 29 miliardi saranno erogati in anticipo a titolo di dotazioni dovute in una fase successiva dell’anno. Tutti questi fondi potranno coprire spese effettuate a partire dal 1º febbraio 2020 nello sforzo volto a salvare vite umane e proteggere i cittadini

Chi siede nel Consilium 
Il Consiglio europeo è l’istituzione che definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell’Unione europea. È composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri Ue, dal presidente della Commissione e dal presidente del Consiglio stesso, eletto a maggioranza qualificata dai membri del Consiglio. Il presidente attualmente in carica è Charles Michel, primo ministro del Belgio fino al 2019.